I° Giro Automobilistico d'Italia
(Coppa d'Oro del Littorio)
26 maggio/2 giugno 1934
 

Già nelle prime fasi si era fatta avanti l'industria italiana con la Pirelli che offriva uno sconto del 50% per un treno di gomme e in più rimborsava agli automobilisti con pneumatici Pirelli che fossero arrivati primi nelle varie classi il 70% del costo complessivo per tutto il materiale acquistato presso le filiali Pirelli.
Premi speciali di £ 1.000 al primo dei concorrenti che avesse tagliato il traguardo a Taranto in tempo utile mentre a Palermo era in palio una medaglia per il concorrente straniero che transitasse con una macchina italiana.
Tra le case italiane la Fiat, nell'intento di favorire la partecipazione della propria clientela aveva deliberato di corrispondere un contributo sulla spesa a tutti i concorrenti che, pilotando una vettura Fiat si fossero piazzati tra i primi 25 arrivati, tenendo presente il tempo impiegato indipendentemente dalle varie classifiche.
Il contributo era di £ 2.000 per la classe 1100 e di £ 3.000 per le classi superiori. La stessa casa avrebbe offerto l'assistenza tecnica lungo tutto il percorso attivando le proprie Filiali e Concessionarie. Anche le altre Case italiane avevano assicurato la massima assistenza ai propri clienti. Nel campo delle vetture straniere la MG aveva comunicato agli organizzatori l'elargizione di un premio di £ 3.000 ad ogni italiano che partecipasse alla guida di una MG.
La Champion, fabbricante delle note candele, aveva stabilito di offrire vari premi per complessive £ 10.000. Invece la Reinach, nota fabbricante di lubrificanti, aveva messo a disposizione 4 medaglie d'oro e lo sconto del 50% per l'acquisto dei propri prodotti a Roma Milano e negli altri posti di rifornimento fissi. La Magneti Marelli offriva un apparecchio radio per automobile d'assegnare a giudizio della Commissione Sportiva del R.A.C.I.
Tutte queste elargizioni in rifornimenti e personale scaglionato su migliaia di chilometri avrebbero determinato un considerevole onere economico che tornava ad onore dell'industria ma che avrebbe pesato nelle decisioni per anni futuri. Durante la preparazione era continua l'affluenza delle adesioni e dei premi in natura, oggetti di valore e quant'altro, alla sede del R.A.C.I. a Roma provenienti da Enti Pubblici e Autorità a dimostrazione della simpatia che circondava l'Ente per la manifestazione programmata, continuava pure l'offerta di premi speciali (oltre quelli di classifica che ammontavano alla considerevole somma di £ 500.000). Un'ulteriore prova dell'enorme interesse suscitato all'estero dall'annuncio della grandiosa gara venne dato dalla preannunciata partecipazione in grande stile delle industrie automobilistiche straniere con particolare risalto agli inglesi che erano assenti da anni dalle classifiche competizioni internazionali.
Nei primi momenti sembrava che la Rolls Royce, abbandonando le magnifiche ma non adatte 8 cilindri, stesse allestendo una vettura di cilindrata più contenuta, più maneggevole e stabile, tuttavia  il tutto fu affidato alla partecipazione di privati in una squadra non ufficiale. Altri costruttori inglesi quali Armstrong, Standard, Triumph, Riley, Alvis, Singer, Aston Martin sarebbero in lizza. Sulla qualità delle partecipazioni circolavano sulla stampa non poche incognite poichè molte Case non si sbilanciavano circa le "equipes" a cui affidare l'impresa. L'Aston Martin e la Nash non comunicavano i nominativi limitandosi ad indicare solo la Classe. La MG, che aveva in programma la partecipazione alla Coppa della Mille Miglia, annunciava le formazioni: Lurani-Penn Hughes, Hove-Thomas e All-X confermando anche per il I° Giro d'Italia. Anche la Peugeot aveva
chiesto gli elementi necessari come pure Renault e Delage. Per la Germania: Adler, Opel e BMW mentre per la Cecoslovacchia la casa Praga.
Tra gli italiani non poteva mancare la Scuderia Ferrari di Modena che comunicava la formazione sia alla Mille Miglia che al I° Giro con le coppie Varzi-Andrighetti, Chiro-Rosa, Moll-Ghersi, Tadini-Barbieri, Severi-Carraroli e X-Comotti. Sotto la "X" si celava il nome del Conte Felice Trossi, dinamico gentiluomo piemontese. Nel campo dilettantistico era preannunciata la partecipazione dei fratelli Mario e Franco Moalli per conto della propria Scuderia in corso di formazione. Significativa la partecipazione della nota cantante ed attrice Eugenia Spadoni, in
arte Mimi Aylmer, già temibile concorrente alla Mille Miglia del 1931 a bordo di una Lancia.

 

Mirabile esempio di passione sportiva lo diede il Gran. Uff. Arturo Mercanti che, dopo aver prestato la propria opera all'organizzazione, scese appassionatamente in gara con una Lancia Augusta. Merita fare un breve cenno biografico al Personaggio; Arturo Mercanti:
Nacque
a Milano il 15 apr. 1875 ma per tutti è bresciano. All'inizio del nuovo secolo entrò a far parte del Touring Club Italiano (TCI) partecipando attivamente all’evoluzione di questa associazione in un periodo in cui, con l’inizio della diffusione dei mezzi di trasporto a motore, nascevano nuove forme di turismo. Tra i membri del comitato promotore della Settimana automobilistica di Brescia del 1904 e del 1905, nel corso dell’edizione del 1904 il Mercanti organizzò il convegno dell’Audax, associazione di cicloturismo della quale era direttore, e il Primo Esperimento di automobilitazione, sull’esempio di analoghe iniziative svolte Oltralpe per addestrare ciclisti e automobilisti privati in attività militari ausiliarie. I positivi risultati fecero nascere nel Norditalia e a Roma, con il contributo della Società nazionale del tiro a segno e del TCI, i primi battaglioni di volontari ciclisti e automobilisti, riconosciuti dalla legge nel 1908 e sciolti nel dicembre del 1915. Dopo aver contribuito, nel 1908, a fondare a Milano la Società italiana aviatori (nell’ottobre fu il primo italiano a volare come passeggero con W. Wright a Camp d’Auvours, presso Le Mans) partecipò all’organizzazione di varie manifestazioni aeronautiche, quali il Circuito aereo internazionale di Brescia (9-20 sett. 1909), l’Esposizione di aviazione di Milano (dicembre 1909) e i concorsi aerei internazionali di Verona (22-29 maggio 1910). L’idea di un volo attraverso le Alpi seguendo una
mappa da lui stesso preparata quale segretario generale della Commissione esecutiva per la carta d’Italia di 1:250.000 e l'impresa, alla cui organizzazione partecipò lo stesso Mercanti, fu compiuta il 23 sett. 1910 dal peruviano J. Chávez Dartnell.
Il Mercanti ideò, anche, il Circuito aereo internazionale di Milano (25 settembre - 2 ott. 1910), la Parigi-Roma, disputatasi nel maggio del 1911 per celebrare il cinquantenario dell’Unità d’Italia, e quindi una manifestazione per soli aviatori italiani: la Torino-Milano-Torino. Entrò a far parte dell’Automobile Club di Milano in qualità di consigliere e di direttore, organizzando il primo Gran Premio d’Italia nell’autodromo semipermanente di Montichiari (Brescia) nel 1921 e quindi l’anno successivo in quello di Monza, realizzato per l’occasione in soli 110 giorni dall’impresa dell’ingegnere P. Puricelli. L’abbandono della pista di Montichiari fu considerato dai bresciani un affronto e per tale motivo il Mercanti si sarebbe celato sotto lo pseudonimo di «Frate ignoto» nelle otto Mille Miglia cui partecipò tra il 1927 e il 1935, giungendo, come miglior piazzamento, 7° assoluto.
Mercanti Arturo di Andrea Curami
Treccani Dizionario Biografico degli italiani-Volume 73 (2009)

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