I° Giro Automobilistico d'Italia
(Coppa d'Oro del Littorio)
26 maggio/2 giugno 1934
 

Il Balilla Registro Italiano da tempo ha registrato il fenomeno che le 508 "Balilla", nelle versioni sportive, sono diventate oggetto incontenibile di desiderio; sia nelle versioni con parafanghi lunghi che corti e tutte nell'immaginario collettivo sono accomunate dalla dizione "Coppa d'Oro". La passione è tale e tanta che ha portato, nel tempo in circolazione (moltissime) repliche di varia fattura e gradevolezza. Ma la Balilla ha meritato la considerazione in cui è tenuta al di fuori dei canoni estetici?
Conoscere meglio il fenomeno è stato uno stimolo per Registro Balilla di ricercare quanti più scritti sulla stampa, al seguito delle manifestazioni sportive dei primi anni '30 ed in particolare di quelle che è stato il I° Giro d'Italia automobilistico "Coppa d'Oro del Littorio".
Tutti gli inviati concordavano che nella Balilla l'equilibrio delle caratteristiche tecniche, frutto dell'eccellente progettazione della Fiat, aveva prodotto in ogni corsa esaltanti prestazioni velocistiche coniugate a leggendaria solidità.
Il I° Giro d'Italia è stato l'avvenimento in cui meglio si sono sposate, con superbi risultati, la tecnica e la passione sportiva nella gioventù (fascista maschile e femminile) che ha sprigionato coraggio e carattere degni della massima considerazione anche ai giorni nostri.
Durante la crisi economica del 1929 imperversante per quasi tutti gli anni '30 con forti turbolenze nel mercato dell'automobile, giornali  e riviste del settore rilevavano che il pubblico manifestava una sempre più grande disaffezione verso le Fiere e le Mostre anche se non veniva meno l'interesse per ogni fenomeno legato all'automobilismo.
Nel 1934 il parco automobilistico superava di poco le 400.000 unità (compresi gli autocarri, i trattori e i mezzi pubblici) ma solo 200.000 erano i mezzi che pagavano il bollo di circolazione.
Alcuni analisti segnalavano, relativamente al Salone di Milano, la presenza della sola industria nazionale (mezzi, ricambi, accessori e componenti) mentre per altri la mancanza di sostanziali novità, altri ancora puntavano il dito sull'aspetto economico perorando una svolta dell'industria verso una minore attenzione ai bilanci ed investimenti e una maggiore attenzione al "sociale".
A dire il vero in Italia dopo la presentazione della grande novità del 1932 la (Balilla) c'era stato un progressivo affinamento nell'offerta dei modelli ma ciò non era bastato ad annullare l'impressione di una certa arretratezza complessiva. Il pubblico non si accontentava più del progresso dei dettagli nella presenza di questo o quel ritrovato ma reclamava una maggior effervescenza negli Uffici di progettazione. In questa polemica veniva auspicato un sempre più necessario e indifferibile l'intervento del Governo guidato dalla "Mente illuminata del Duce".
Questi, convinto che solo una grande manifestazione, coinvolgente uomini e mezzi, ben dotata di mezzi economici, elevato spirito sportivo, con un anelito rivolto al raggiungimento di un primato anche della Nazione, si rivolse al Reale Automobile Club e al suo Capo. Questi era, nella veste di Commissario del Governo il marchese on. Pietro Parisio, uomo di polso con ottime referenze e relazioni personali nell'industria ed in politica.
In sei mesi nacque e si realizzò il I° Giro Automobilistico d'Italia con l'assegnazione della "Coppa d'Oro del Duce" ai migliori, con la prerogativa che la nuova competizione si differenziasse da ogni altra manifestazione ( in primis la Mille Miglia) per la lunghezza del percorso (circa 6.000 Km), qualità dei concorrenti, durata della gara e toccasse tutte le regioni italiane.
Per quanto attiene la premiazione il Registro Balilla ha osservato che la prima denominazione del Trofeo d'assegnare ai primi classificati del I° Giro Automobilistico d'Italia, riportato dalla stampa, durante la preparazione era:

"Coppa d'Oro del Duce"

Nel mese di maggio in prossimità della data di partenza, a organizzazione completata, la denominazione si trasformava in:

"Coppa d'oro del Littorio"

È presumibile che, nell'euforia del periodo, prevalesse l'esigenza di conferire una maggiore "romanità" alla premiazione.
Il commissario designato aveva davanti a sè come riferimenti un certo numero di eventi, a partire dal raid di S.Francisco-NewYork del 1903, la NewYork-Portland del 1905, la Pechino-Parigi del 1907 di 16.000 Km, la NewYork-Parigi di ben 34.000 Km, il Rally di Montecarlo nel 1911, la prima traversata del Sahara 1922-23 con veicoli Citroen, la Crociera Nera in Africa nel 1924, la Crociera Gialla in Asia centrale nel 1931-32 e la Crociera Bianca in Colombia e Canada che era in fase di preparazione.
Dal 26 maggio al 2 giugno 1934 l'Italia sarebbe entrata in un fermento organizzativo inedito per una gara dal notevole eco in Italia e all'estero.
La grande corsa intitolata al Capo del Governo ebbe il riconoscimento del Partito Nazionale Fascista nella persona del Segretario on. Achille Starace che, nel ricevere il Commissario del R.A.C.I., che gli rimetteva una cospicua offerta per l'erigenda Casa Littoria, definiva il progetto come "la più viva espressione della potenzialità organizzativa raggiunta dall'automobilismo italiano".
L'on. Starace non si limitava al generico apprezzamento ma provvedeva, con idonee circolari, a interessare i Segretari delle Federazioni provinciali dei "Fasci di combattimento". Con egli dava disposizioni affinché la propaganda e la preparazione fossero adeguatamente supportate.
L'interessamento del Segretario non era fine a se stesso ma in previsione di un notevole lustro all'Italia fascista.

 

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